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L’Arte Narrativa al Museo della Basilica

Il 30 novembre è stato un pomeriggio emozionante per me: finalmente ho realizzato un sogno, quello che mi ha portato qui tredici anni fa. Per quelli che non lo sanno, io mi sono laureata in Storia dell’Arte nel 2003, presso un’università in centro a Londra. Avevo studiato soprattutto il Rinascimento italiano e, infatti, questo mi ha spinto a trasferirmi e cambiare paese nel 2006, pensando che sarei diventata forse una guida a Firenze. Il mio destino però è stato tutto diverso e sono diventata felicemente un’insegnante di inglese, con poco tempo rimasto per seguire la passione che all’epoca avevo dentro di me verso la pittura.

Grazie al nostro Culture Club alla scuola di inglese, per gli studenti di un alto livello, l’anno scorso mi sono avvicinata nuovamente alla mia passione. Ho fatto una lezione a tema: come parlare di arte, di paesaggi e di natura morta. Non c’è stato tempo di parlare di Arte Narrativa, quindi ho fissato il 30 novembre come giorno per presentare l’argomento, in collaborazione con il Museo della Basilica di San Giovanni Valdarno. È stata la prima volta che è stato proposto un sabato pomeriggio e io sono stata molto contenta di accogliere cinque nostri studenti alla scuola. Abbiamo iniziato a parlare dell’Arte narrativa guardando il mito greco di Venere e Adone, dipinto da Tiziano nel sedicesimo secolo. Con qualche indicazione su come descrivere e riconoscere quello che un quadro vuole raccontarci, abbiamo guardato quattro belle immagini di periodi diversi, della storia biblica dell’Annunciazione della Madonna, o il cosiddetto momento dell’incarnazione di Dio, previsto da Isaiah nel Vecchio Testamento e raccontato da Luca nel Nuovo Testamento.

Il gruppo è stato incoraggiato a considerare dove l’artista ha scelto di ambientare ciascuna delle Annunciazioni, come sono stati posizionati i protagonisti dell’azione e perché, quali erano le loro espressioni e che cosa capiamo da queste, come sono stati vestiti, quali altri elementi appaiono nei quadri e cosa aggiungono al racconto, per esempio se hanno significati particolari. Durante questo piacevolissimo scambio di idee e informazioni, ci siamo viziati con tè al sapore di cioccolato, rooibos e vaniglia, e una torta vegana di farro con gocce di cioccolato fondente, gentilmente regalato da Gian Luigi della bottega biologica in Piazza della Libertà a San Giovanni Valdarno.

Nutriti di informazioni e torta, siamo andati insieme al Museo della Basilica in Piazza Masaccio a San Giovanni. Mi fa sempre una bellissima impressione entrare dentro, per quanto sia bello, moderno e pieno di tesori. Ci siamo indirizzati subito verso l’Annunciazione di Montecarlo, del 1430 circa, dipinto da Fra’ Angelico, un frate Dominicano che ha predicato il messaggio di Dio attraverso il pennello e con un talento speciale per esprimere emozioni e calore nei suoi quadri.

Abbiamo guardato insieme come la cornice, anche se non originale, faccia parte del quadro, dividendo gli spazi celesti da quelli terreni e posizionandoci fuori ma come spettatori dell’evento, che per i credenti ha cambiato il mondo.

Uno dei motivi più interessanti e unici di Fra’ Angelico, è l’inclusione nell’immagine dell’espulsione dal giardino dell’Eden sulla stessa tela dell’Annunciazione della Madonna, collegando il testamento vecchio, con quello nuovo. Il motivo per il quale è stato necessario per Dio di mandare suo figlio a salvarci. Il quadro è ricco di simbolismo e vi consiglio fermamente di andare a vederlo.

Un ringraziamento di cuore alle persone che hanno passato il pomeriggio insieme a me, che mi hanno dato la fiducia e la carica di tornare al mio motivo per venire qui in Italia. Sto già considerando altre possibili visite simili per l’anno prossimo.

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